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“Primo giorno di scuola”

Ho ricordi bellissimi dei miei “primi giorni di scuola”. La scuola aveva per me un’attrattiva particolare. Rappresentava chissà quale meta ambita, quale sogno peculiare. Non vedevo l’ora di farne parte; prima di compiere cinque anni già la frequentavo da “auditrice”. Da insegnante, poi, ho cercato sempre che “i primi giorni di scuola” fossero particolarmente attraenti per i miei alunni. Comprendevo bene quanta importanza potesse avere l’impatto con un ambiente sconosciuto per le giovani menti: un inizio traumatico poteva intralciare il loro processo cognitivo.
Oggi, all’inizio del nuovo anno scolastico, notiamo un profondo disagio in ogni ambito dell’utenza.
Il primo giorno di scuola attrae genitori ed alunni, solo perché si può fare sfoggio di quanto di più bello e costoso esiste fra il materiale scolastico: zaini, diari, colori e pennelli…… completini per futuri architetti ed astronauti in erba.
La scuola non rappresenta più il luogo “primario” della conoscenza, delle relazioni, della scoperta, della cultura e non riuscendo a trovare attrattive interessanti, si camuffa con una veste appariscente, una sorta di “specchietto per le allodole”, ma le allodole sono furbe e non si lasciano adescare facilmente.
E la sostanza? Sfumata negli anni. Nessuno crede più nella scuola, nello studio, nella ricerca.
Lo Stato considera la scuola come una zavorra del suo bilancio. Dove sono andati a finire i sogni dei legislatori che hanno fatto l’Italia e la scuola pubblica italiana?
È ormai visibile che è stata attuata una inversione di marcia: la scuola italiana relegata agli ultimi posti nella classifica delle scuole europee!
(Noi italiani siamo sempre agli ultimi posti, perché ci vogliamo essere; le popolazioni estere non ci considerano affatto ultimi. L’Italia è una grande nazione: gli italiani l’hanno fatta grande perché hanno fatto la storia, l’arte, la scienza dell’umanità.
Alziamo in alto il capo e non facciamoci annientare da questa fase in declino, che non può e non deve essere considerata da noi la “nostra storia”!) Dall’altra parte della staccionata, gli insegnanti hanno motivi ben validi per lasciarsi alle spalle la loro vocazione e le loro passioni: mal retribuiti, programmi in continuo cambiamento, classi soppresse, plessi accorpati, insegnanti di sostegno in diminuzione.
Ormai sono considerati da tutti referenti improbabili di una istituzione più che vacillante. Viene spontaneo chiedersi di chi è la colpa di questa situazione di degrado? Forse dello Stato che riesce ad equilibrare il suo bilancio solo facendo tagli su tagli, alla ricerca universitaria prima e poi fra i precari e gli insegnanti della scuola pubblica? Oppure è colpa della odierna cultura che non da il giusto valore alla scuola, intesa come valida e necessaria istituzione?
E ancora, è colpa dei giovani che non hanno più interesse? Oppure colpa dei genitori che non riescono a stimolare l’interesse dei propri figli?
Colpa,,,,,,,, colpa…… colpa……..
Può essere colpa di tutti e di nessuno se la scuola, oggi, attraversa un periodo infecondo e la società non è in grado di fronteggiarlo e superarlo. In verità è un po’ colpa di tutti noi, perché abbiamo smarrito la direzione, l’impegno, i giusti valori.
Si, la colpa è di tutti noi che non ci amiamo e stimiamo abbastanza. Guardiamo all’apparenza e ci nutriamo d’essa. Oggi abbiamo ancora il tempo di fare una giusta introspezione ed una appropriata esamina di noi stessi per vedere dove abbiamo e stiamo sbagliando e riparare al danno che la scuola ha subito.
Ricordarsi di quanto fossero belli i primi giorni di scuola per noi non è mera nostalgia, ma un modo per dire: “Vogliamo che i nostri figli e nipoti affrontino il primo giorno di scuola con gioia ed entusiasmo e che se ne ricordino per sempre!”
Soprattutto ci auguriamo che possano recarsi a scuola come se ogni giorno fosse il primo giorno.
Gesù ci benedica e ci aiuti a risollevare la scuola.

15 settembre 2009 – Pina Giacalone Teresi

 

 

 

 
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    LA SEGRETERIA


    Articolo di Mario Luzzatto Fegiz sul Corriere della Sera di giovedì 27 settembre, 2007 sulla conversione di Ornella Vanoni:

    Gesù mi ha cambiata. Sono diventata un' evangelica
    Il battesimo, le funzioni e un nuovo cd con una dedica particolare


    MILANO - A 72 anni Ornella Vanoni dedica un disco a Gesù. Si chiama «Una bellissima ragazza» e in copertina c'è lei, adolescente, 14 anni, bellissima ragazza appunto come il titolo della canzone scritta per lei da Carlo Fava che ha dato il via all' album («l'ha scattata mio padre a Paraggi, stavo sbocciando»). In copertina i ringraziamenti: a «Gesù con tutto il cuore, noi due sappiamo perché».
    Quella che per decenni è stata un sex symbol della canzone italiana, la voce sensuale, da qualche anno frequenta la chiesa evangelica di Milano, canta nei cori, partecipa alle funzioni e ha anche condotto le ultime edizioni del festival dei canti religiosi al Palalido di Milano.

    Perché una dedica a Gesù? «Ha cambiato la mia vita in meglio da quando l' ho accettato e mi sono affidata a lui. Per fare un disco bisogna star bene».

    Ma quali sono le tappe di questa svolta? «Io ero cattolica, siamo tutti cattolici. In Italia si parla molto di cattolicesimo ma non c'è fede. Scarseggia la fede, religione ce n'è d' avanzo. Ho conosciuto un pastore evangelico che mi ha parlato di Gesù. Se avessi incontrato un prete cattolico altrettanto convincente l'avrei seguito. Il mio pastore, che è poi una donna brasiliana, mi ha sbattuto la faccia davanti allo specchio».

    E quel che ha visto l'è piaciuto? «No. Oggi rinnego circa un buon cinquanta per cento delle mie scelte di vita. Era male e mi ha fatto del male».

    Un cambiamento radicale: dalle passioni travolgenti, dagli amori che finiscono sui giornali alla totale dedizione a Gesù. Un bel cambiamento.
    «Sì, e non del tutto indolore. Io mi sento come la Maddalena che appare in un quadro della pittrice Gentileschi. Questa Maddalena ha una lacrima. Due le spiegazioni possibili: la commozione per quello che ha trovato o il dolore per quello che dovrà lasciare».

    L'incontro col pastore evangelico risale a oltre sei anni fa. «Io ricordavo il catechismo come qualcosa di noioso, la frequenza saltuaria a messa come puro formalismo. Oggi frequento il culto che comprende ringraziamento, adorazione e molta musica, anche rock. Le nostre funzioni sono allegre e ci sono tanti giovani sorridenti ed entusiasti».

    Il risultato di questo percorso? «Una grande forza. Ho imparato ad amare follemente Gesù. Mi possono dire che non è mai esistito ma io lo sento nel mio cuore». L' età ha influenzato il nuovo percorso? «Credo di sì. A trent' anni vedevo la vita diversamente. Un anno fa mi sono battezzata. Gli evangelici si battezzano da adulti, quando c' è piena coscienza».

    Come si sente ora? «Una mia amica mi manda degli sms e mi dice: "Gli anni passano, ma tu non cambiare più, resta quella che sei". Io sono l' esempio del fatto che si può cambiare».

    Qualcuno la prende in giro. La più bella e la più desiderata, che ha fatto peccare con cattivi pensieri milioni di italiani, sposa Gesù. «Sì, qualcuno mi prende in giro. Ma io me ne frego e rido perché sto bene. Io voglio pace e tranquillità. Cerco intesa e affettività, non reggerei la grande passione cavalcante».

    Ci sono altre ragioni per cui ha scelto gli evangelici, anziché la chiesa apostolica romana? «Non ho mai superato il senso di profondo ribrezzo per la copertura data per molti anni dal papato ai preti pedofili americani».

    La Vanoni evangelizzata canta con voce giovane e cristallina, proprio come ci si aspetta dalla «Bellissima ragazza» della copertina. Un velo di tristezza qua e là. «Sono sola, ma vivo bene la mia solitudine. Mi manca ogni tanto l' abbraccio del maschio. Amo tanto mio figlio, i miei nipoti, i miei amici, e forse dopo tanti anni mi accetto, da sola senza lo sguardo di un lui» .


    Una meditazione della sorella Marzia (chiesa di Domodossola):

     

    Cari Fratelli noi conosciamo la storia di Giobbe, sappiamo che era un uomo retto agli occhi dell’Onnipotente, ma sappiamo ciò che di terribile accadde a lui ed alla sua famiglia.
    Ora noi sappiamo anche il perché ma Giobbe in quei momenti non poteva comprendere, e quindi si poneva delle domande su cosa avrebbe mai fatto per meritarsi una simile sorte.
    Non fu l’unica domanda che Giobbe si pose, ve ne fu tuttavia una che lo rendeva maggiormente confuso.
    Questa domanda anche io me la sono posta più di una volta: «Perché i malvagi, gli empi e comunque chi conosce il Signore e lo rinnega, appare ai nostri occhi felice?»
    Tutto sembra andare loro per il meglio, tutto è in loro favore, mentre a noi spesso e volentieri le cose non vanno come noi ci aspettiamo; ci sentiamo affranti, deboli, quasi fossimo nella stessa condizione di Giobbe.
    Io non so se voi vi siete mai posti questa domanda, ma so per certo che l’Iddio mi ha risposto.
    Ciò che le mie orecchie hanno udito, è stato davvero soddisfacente.
    Così dice il Signore:
    «Tu hai già ciò che chiedi, perché non hai rinnegato il Mio Nome.»
    Ora noi dovremmo fermarci a riflettere su cosa possono essere rivolti i desideri degli empi: cose inique, materiali, vane.
    Egli (l’empio) non chiede a Dio queste cose, ma occupa tutta la sua esistenza e le sue energie al fine di realizzare i suoi desideri, senza guardare in faccia a nessuno, nemmeno alla propria famiglia; ottiene invece tutto ciò con sotterfugi e meschinità di ogni tipo.
    In questo troveremo una parte delle risposte alle domande che spesso ci poniamo; queste domande potrebbero essere le stesse che ci potrebbe porre una persona mentre sta ricevendo l’evangelo, il quale è confuso e vede le ingiustizie di questo mondo; pertanto noi dobbiamo essere in grado di ottemperare a queste domande con convinzione riguardo a quello che noi crediamo.
    Ora la domanda che noi ci poniamo è: «Perché io non riesco negli obiettivi che mi sono posto?»
    La risposta può forse sfuggirci, ma è lì semplice e chiara: «Quanto desidero quello che mi serve, e quanto mi serve, e quanto lo ricerco?»
    Il Signore mi ha fatto comprendere una cosa bellissima, e mai più mi porrò queste domande inutili.
    Io mi sono chiesta in modo particolare: «Quando sono felice davvero? Forse quando ricevo un dono materiale? Forse quando ricevo la parola di Dio? Cosa ricerco davvero, i doni della carne o i doni dello Spirito Santo?» Non mi sono mai soffermata a farmi davvero queste domande, ma ora so che il Signore sapeva in realtà che il mio cuore, queste domande se le era poste; ed egli ha risposto a questi interrogativi: «Tu da Me hai già avuto tutto.»
    Tutto ciò che mi serve per vivere, lo stretto necessario, ma più di ogni altra cosa ho trovato la salvezza, il perdono dei miei peccati, l’amore di Dio; queste cose non si possono acquistare, ed il Signore me le ha date in abbondanza, ed il Suo Spirito Santo che è più prezioso di tutto l’oro di questo mondo.
    Ora noi sappiamo che ricercando tutte queste cose e mettendole in pratica, noi otterremo anche altro: cose per la nostra carne, anche semplicemente un buon lavoro, ed uno stipendio.
    È ovvio che una cosa non deve essere fatta in aspettativa dell’altra, ma che le cose che riguardano il Signore devono essere fatte con passione e desiderio.
    Non potete immaginare la gioia che ho provato nello scrivere tutto ciò che Egli, il Signore, mi ha fatto comprendere; sentirmi utile al Signore, ecco lui mi ha risposto. Questo è ciò che io oggi ricerca il mio cuore: «Essere utile per il Signore, servirlo con tutta me stessa, solo che io questo non lo sapevo davvero.»
    Ecco che il mio pensiero - sul perché l’empio ottiene - svanisce: io ho più di lui!
    Di me dopo la morte rimarrà un segno nel Regno di Dio, dell’empio non resterà nulla.
    Noi sappiamo che il nostro comportamento non gioverà a Dio ma solo a noi, così come i nostri peccati, non saranno un male per Lui ma un male per noi.
    Apprezziamo dunque cari fratelli il Suo richiamo le Sue punizioni, perché Lui sa che vi sarà un ravvedimento della nostra anima; ma laddove non vi è la riprensione di Dio e tutto sembra andare bene, in realtà non è così, non ci sarà ne ravvedimento, ne salvezza.
    A questo punto la domanda sorge spontanea: «L’empio ha davvero avuto tutto?»
    Ora non pensiamo che Dio non provi piacere nel donarci anche cose superflue, se ci rendono felici, solo riconosciamo in Lui il dono per eccellenza.
    Tutto ciò può essere ricondotto a Gesù quando dice: «Chi teme di perdere la propria vita, la perderà, chi invece la perderà a causa mia la ritroverà.» (Mt. 10:39).
    Anche i beni materiali fanno parte della nostra vita, ma se non la dedichiamo a Gesù, verrà spazzata via e con essa ciò che con fatica abbiamo conquistato; ma viceversa, il valore della salvezza, dell’amore e del perdono, niente potrà togliercelo e la nostra fatica ed le nostre rinunce ai desideri del mondo, non sarà stato vano, ma sarà ricompensata, anche se parlare di rinunce con quello che ci viene dato in cambio mi rendo conto che, in realtà, non rinunciamo proprio a niente.

          Marzia Pinna
    (+39) 327 6113146

     


    LA LETTERA DI Francesco sul G-12.

    E' CON VERO PIACERE CHE DOPO TANTO TEMPO (SONO PASSATI CINQUE ANNI), ATTRAVERSO LE VOSTRE TRADUZIONI RIGUARDO IL G12, POSSO TROVARE CONFERMA NON SOLO PERSONALE, MA ANCHE ATTRAVERSO ALTRI MINISTRI.

    IO SONO SEMPLICEMENTE, UN CREDENTE CHE CERCA DI METTERE IN PRATICA I CONSIGLI DEL NOSTRO SOMMO PASTORE...

    TEMPO FA FACEVO PARTE DI UNA CHIESA CHE NON RITENEVO PERFETTA MA PERFETTIBILE VISTO I SANI INSEGNAMENTI DOTTRINALI. UN "BEL GIORNO" SPUNTARONO DELLE NOVITA' DOTTRINALI IMPORTATE DA UN PAESE LONTANO. DURANTE LA PRESENTAZIONE DI TALI NOVITA', NON MI ERA MAI CAPITATO, AVVERTII UN GRANDE DISAGIO E UNA GRANDE INSOFFERENZA... GUARDAVO QUEI MANUALI, QUEI LIBRI CHE IN UN PRIMO MOMENTO SEMBRAVANO DIRE COSE VERE PERO' AVVERTIVO UNA FORTE OPPOSIZIONE SPIRITUALE. CREDETEMI.. MI MISI TANTE VOLTE IN DISCUSSIONE MA NON TROVAVO RISPOSTE SCRITTURALI CHE POTESSERO FARE ACQUIETARE IL MIO DISAGIO.

    NELLA SCRITTURA TROVAVO L'OPPOSTO...  

    MI VENIVANO DAVANTI TUTTE LE SCRITTURE CHE FACEVANO RIFERIMENTO A FALSI APOSTOLI, FALSI PROFETI E FALSE VISIONI..., MA LA COSA PEGGIORE è STATA CHE NEL MOMENTO IN CUI CERCAVO DI PARLARNE CON QUALCUNO VENIVO GUARDATO COME SI GUARDA UN POVERO PAZZO... IN TANTI MI DICEVANO: MA CHE TI SUCCEDE...! FINO A TENERMI LONTANO... 

    ERO ARRIVATO ALLA CONCLUSIONE CHE AVEVO A CHE FARE CON  PERSONE TROPPO SANTE E CHE PARLANDO CON ME AVEVANO PAURA DI CONTAMINARSI...

    SI ALLONTANARONO GLI AMICI MIGLIORI E ANCHE TANTI FAMILIARI CHE NEGLI ANNI PASSATI ERANO STATI DA ME EVANGELIZZATI. ERA ENTRATO LO SPIRITO DEL SOSPETTO... SI SOSPETTAVA CHE COLORO CHE NON ADOTTAVANO LA VISIONE NON ERANO SALVATI. DA PRECISARE CHE LA VISIONE G12 ERA DA METTERE IL PRATICA  IN TOTO (ADOTTARE) COSI' COME VENIVA PRESENTATA SENZA NESSUNA MODIFICA (ADATTATA). MI FERMO QUI...

    E COME AVRETE CERTAMENTE CAPITO, IO NON L'HO VISSUTA DALL'ESTERNO, QUI A Palermo. NONOSTANTE IN MOLTI SI DICONO DIFFIDENTI, INTANTO SIMPATIZZANO CON COLORO CHE PRATICANO TALE DOTTRINA, E TANTI FRATELLI SINCERI SI LASCIANO CONDURRE COL PRETESTO DI ESSERE SOTTOMESSI ALLE "AUTORITA' PREPOSTE" DICENDO CHE è IMPORTANTE ESSERE SOTTOMESSI perché QUESTO VUOLE IL SIGNORE E QUINDI SE SI è FUORI DALLA VERITA' LA COLPA RICADRA' SUI CONDUTTORI. INTANTO LA GENTE è SMARRITA E ANCHE LORO NON SI ACCORGONO CHE ALLA FINE LE PROFEZIE, SOGNI E VISIONI.. NON SI SONO AVVERATE; E SE POI VOLESSIMO FARE UN ELENCO DI QUANTE VOLTE LA VISIONE G12 è STATA MODIFICATA, NON FINIREMMO MAI... 

    INTANTO IO SONO CONSIDERATO UN RIBELLE E QUINDI COLORO CHE MI SONO VICINO SONO POCHI ... IL SIGNORE VI BENEDICA ... E GRAZIE PER LE VOSTRE TRADUZIONI.      

    Francesco(A NOME DI TANTI CHE CI SCRIVONO DA TUTTA LA Sicilia E DAL Nord).


    Che significa PACS

    PaCS è acronimo di Pacte Civil de Solidarité et du Concubinage (patto civile di solidarietà e convivenza). E' un contratto concluso tra due persone fisiche maggiorenni di sesso diverso o dello stesso sesso che hanno tra loro un rapporto di coppia stabile con il fine di legalizzare la propria unione. Il PaCS è un'alternativa al matrimonio cristiano e civile. Dio ha benedetto il matrimonio e in esso la famiglia. Egli vuole che il rapporto tra i coniugi sia come quello tra Cristo e la Sua Chiesa; questo è il concetto che Dio ha del matrimonio e della famiglia, concetto che è certamente in antitesi con quello che sono i pacs e che pertanto come cristiani non possiamo approvare.

    Questo disegno di legge proposto dell’attuale Governo, tende ad opporsi ai principi originari di Dio, legalizzando quello che è innaturale e in abominio agli occhi suoi. Come Cristiani crediamo che l’omosessualità non è semplicemente una malattia fisica ormonale o quant’ altro si possa dire in merito, ma anche una malattia spirituale frutto del disordine mondiale, conseguente il peccato, nel quale è sprofondata la terra.

    Dio ha fatto tutto perfetto e quando ha creato l’uomo, lo ha creato maschio e femmina; non ha fatto mezzo maschio e mezza femmina.

    Da questo laccio di perversione si può essere sciolti, basta volerlo, quindi siamo d'accordo ad aiutare tutte quelle persone coinvolte in questa attitudine negativa affinché possano uscire da questo stato imbarazzante. Non possiamo accettarne quindi, come cristiani, il riconoscimento giuridico perché è estremamente dannoso per il nostro futuro con tutte le conseguenze che potranno ripercuotersi ancora di più in una società come la nostra.

    Ci sono testimonianze di ex omosessuali che dal momento in cui hanno permesso a Dio di agire nella loro vita, adesso sono liberi dall’omosessualità. In conclusione possiamo dire SI alla libertà individuale contro ogni discriminazione, NO ai PACS.

    Leggi e ascolta le testimonianze di persone che sono uscite dall'omosessualità adesso sono persone normali e pure genitori

    Andrea

    Ex omosessuale  audio mp3

    Giuseppe Basile audio mp3

    Testimonianza scritta di Giuseppe Basile

    Testimonianza di Francesco

    Se queste testimonianze ti hanno convinto, ti invitiamo a cliccare sul pulsante per inviare la tua petizione: Entra e invia

     



    TRASCRIVI ANCHE I TUOI SOGNI (E LE TUE VISIONI) E INVIALI AL SEGUENTE INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA:

    dinocosenza@chiesaevangelica.info

     

    «Le interpretazioni non appartengono a Dio? Raccontatemi i sogni, vi prego» (Genesi 40:8)


      

    Santa risata? Il pericolo del sincretismo

    Ho trovato nel web questo articolo che afferma: "Ridere e sorridere di tutto è una eccellente ginnastica per la felicità". Tanti miei fratelli evangelici dovrebbero capire che certe culture sono estranee al messaggio della rivelazione biblica. Non tutto ciò che è considerato positivo ha la radice nella rivelazione.

    Eppure siamo stati avvertiti, anni fa, che la "New age" stava conquistando il mondo e le chiese stesse erano in pericolo! Allora torniamo a squillare la tromba: "attenti al sincretismo (sia religioso e sia filosofico)". Gesù torni ad essere l'unica via.

    Se vuoi ridere... vai al circo, ma non confondere il tuo cuore; non mescolare il legittimo bisogno di svago o di sano divertimento con la potente, nonché decorosa, predicazione della Parola di Dio.

     

    IL CONTROLLO DELLE EMOZIONI

    Ridere e sorridere di tutto è una eccellente ginnastica per la felicità (l'immunologo Lee Barker insegna che il riso, componente della vita emotiva, riduce gli ormoni dello stress, come il cortisolo, stimola il corpo a produrre endorfine naturali mentre è utile a riequilibrare le difese immunitarie dell'organismo

     

    prelevato da: http://xoomer.virgilio.it/eraldome/       

    Premessa

    Prima di tutto bisogna imparare a rendersi conto della presenza di una emozione negativa, di uno stato di emergenza o di un pensiero responsabile, senza sentirsi in colpa e senza reprimerli ma invece esprimendoli per prenderne le distanze, per combatterli e neutralizzarli o attenuarne almeno l'intensità, agendo:

    - sia sul piano oggettivo dell'incontro con i fatti negativi della vita (perché si vivono pochi stati emozionali positivi, perché la civiltà moderna ci costringe continuamente lontano da una vita adeguata alla nostra natura biologica e genetica: sempre vicino a persone aggressive, capi prepotenti, colleghi pronti a invadere il nostro spazio; sempre con tanti problemi da risolvere uno dopo l'altro; ecc.);

    - sia su quello eventuale soggettivo di difficoltà psicologica, per un persistente pensiero automatico condizionante interno, acquisito o innato, o caratteriale.

     

    Il controllo oggettivo

     

    Ponete gli amici al centro della vita 

    Vanno però posti al centro della vita solo quei pochi amici che più apprezzate, che più rispettate, che siano naturali e non frutto di calcoli, che diano più piacere nello stare insieme, con i quali si ha più comunanza di esperienze, reciprocità e fiducia (che assorbono la porzione più rilevante di valore emotivo positivo cioè che hanno il più alto valore di capitale sociale).

     

    Ridete e sorridete

    Ridere e sorridere di tutto è una eccellente ginnastica per la felicità (l'immunologo Lee Barker insegna che il riso, componente della vita emotiva, riduce gli ormoni dello stress, come il cortisolo, stimola il corpo a produrre endorfine naturali mentre è utile a riequilibrare le difese immunitarie dell'organismo. Ad esempio, Seligman, 1990, ritiene che l'ottimismo possa influenzare la salute mantenendo le difese immunitarie più attive). In particolare: con il riso ci si allena a non prendere le cose troppo sul serio; con la risata ci si sfoga allentando le tensioni neuromuscolari provocate da un'eccessiva accettazione delle costrizioni sociali; alcune malattie, perfino mortali, quali il cancro, possono essere ostacolate nel loro corso da un uso massiccio di semplice ed ilare comicità; la terapia del riso sembra inoltre particolarmente efficace verso i malati di affezioni psicosomatiche (la psicologa Donata Francescato sostiene che ridere e sorridere porta a rendere di più nel lavoro, nello studio e nello sport. Ci si ammala di meno, si invecchia meglio e si ha una aspettativa di vita più lunga. Ridere migliora la funzionalità del sistema respiratorio mettendo in attività un numero enorme di muscoli, ferma lo stato d'ansia, rallenta il battito cardiaco, riossigena l'organismo. Perfino il rapporto di coppia trae giovamento dall'allegria che lo mantiene vivo e lo consolida). 

     

    Tempo libero e vacanze

    Disporre di opportuni momenti di "tempo libero" e "vacanze", in cui praticare attività lontane da ogni forma di stress, orientandoli per un benessere attivo ossia verso ciò che stimola sia il corpo che la mente per arricchire la conoscenza di sé e far sentire bene fisicamente e mentalmente: gite in montagna, gite in bici, frequenza di piscine, ascolto della musica, visite alle città o ai parchi, ecc. in compagnia di persone con cui ci si sente in armonia.

     

    Consentitevi qualche follia personale

    Consentirsi qualche follia personale. Magari nel vostro privato più privato, nel bagno di casa, in camera da letto, lasciate attivare, consentite, giocate, non inibite quei comportamenti, anche strani, incomunicabili, ma che vi rassicurano, liberandovi così da quelle tensioni che altrimenti rimarrebbero incapsulate dentro.

     

    Fate un lavoro che amate

    Fare un lavoro che si ama perché una persona che si ritrova a fare un lavoro che non ama, che lo sconvolge, a forza di sconvolgersi tutti i giorni si ammala. Se non lo avete, invece di continuare a considerare di quello attuale gli aspetti che non vi soddisfano, o a lamentarvi, caricando così di energia negativa i vostri pensieri e il vostro tempo, con grave danno per il vostro SI, imparate a visualizzare quello che vi piacerebbe e a mantenerlo, senza lasciarlo cadere come irrealizzabile, in modo che se diventasse reale possiate essere pronti per coglierlo al volo mentre si veda ogni problema che si incontra come una possibilità di dimostrare che potete farcela così ché una vita di tensione e disagio possa diventare in realtà una vita di sfida e di entusiasmo.

     

    Tenere presente che di solito il porsi degli obiettivi provoca l'insorgere di stati di emergenza!

     

    Non siate maniaci del lavoro. Sappiate rilassarvi alternando lavoro e divertimento!

     

    Eliminate la continuità delle sollecitazioni provenienti dalla vita

    Eliminare la continuità delle sollecitazioni provenienti dalla vita. In ogni caso non siate instancabili, presenzialisti o ossessionati dal successo o senza una vita privata. Concedetevi delle pause, senza pretendere di eliminare i rischi della vita perché allora se ne correrebbe uno ancora più grave che è quello di non vivere la nostra vita.

    L'organismo, se non può prendere intervalli di vero risposo si logora molto prima di quello che è l'età anagrafica e muore prima o di infarto o di ictus o di tumore o di un'altra malattia. E' come se l'organismo, nello sforzo di concentrare tutte le sue risorse per soddisfare un certo tipo di richiesta, fattore di stress, sottraesse le forze a una parte essenziale di se stesso, il sistema immunitario, appunto! 

     

    Aumentate il tempo per le emozioni positive

    Aumentare il tempo per le emozioni positive. Basta solo aumentare del 20% ciascun fattore emotivo di valore positivo (tempo durante il quale si sta con gli amici, si ride, ecc.) per determinare l'80% del risultato positivo (legge di Pareto). Sarà sufficiente cioè concentrarsi sui pochi elementi più importanti di ciascun fattore per migliorare significativamente la felicità. Aumentare il tempo, anche di poco, durante il quale si e' più felici, per avere un grande aumento della probabilità di essere più felici in genere anziché vivere solo brevi attimi di intensa felicità con i quali si tende ad essere complessivamente meno felici. 

     

    Evitare l'ascolto ripetuto di notizie catastrofiche!

     

    Mettete l'arte in quello che fate

    Mettere l'arte in tutto quello che si fa ossia quel tocco di fantasia e di inutilità che dà gusto all'esistenza, sapore alla vita, fa evitare di prendersi troppo sul serio e di cadere in un utilitarismo forsennato.

    L'arte non è né competenza né tecnica. Non ammette nessun termine di riferimento, nessuna gerarchia, nessun giudizio. L'artista deve solo essere in linea con se stesso, avere solo voglia di esprimere qualcosa. Basta provare questa voglia, questo bisogno, come una pulsione profonda!

     

    Diffidate delle evidenze e dei pensieri rigidi

    Diffidate delle evidenze e dei pensieri rigidi maneggiando con precauzione la serietà al pari dell'importanza, in quanto tutto è importante e nulla è importante, tutto è relativo, evolutivo e complesso. 

    Non dare retta al cervello lambico per cui tutto deve essere chiaro e netto, bene o male, triste o gaio, positivo o negativo, semplice o complicato!

     

    Non mitizzate i soldi

    Non mitizzare i soldi. Studi fatti sui popoli hanno dimostrato che il detto "più soldi si hanno più si e' felici" e' un mito (felicità nel senso di soddisfazione, ecc.).

    L'utilità marginale del denaro declina rapidamente. Una volta che ci si e' abituati ad uno standard di vita più elevato, più denaro da' una felicità addizionale sempre più scarsa!

     

    Combattete la sindrome da invecchiamento

    Combattere la sindrome da invecchiamento vivendo il passare del tempo come attesa di fatti positivi, cercando motivazioni di vita più profonde di quelle che superficialmente finora ci hanno illuso col successo o deluso con l'insuccesso. Bisogna accettare serenamente il fatto che l'età porta con se determinati cambiamenti fisiologici, che non vanno drammatizzati, ma utilizzati a nostro vantaggio per raggiungere obiettivi complementari a quelli raggiunti nella prima metà della vita. Combattere, inoltre, regressioni di tipo comportamentale. Il deterioramento nell'aspetto esteriore contribuisce all'isolamento, all'abbattimento, alla non accettazione (sono in aumento gli studi sui legami esistenti tra la cura di se stessi e il rafforzamento delle difese immunitarie. Uno studio condotto negli Stati Uniti su alcuni schizofrenici, omogenei per età e livello socio-economico, dimostra che ogni patologia diventa più grave se le persone 

    sono meno attraenti!), mentre una perdita di interesse in se stessi, nel mondo che ci circonda e nella vita riduce la capacità respiratoria. Un lungo studio sull'invecchiamento umano compiuta dai ricercatori del Gerontology Center di Baltimora è arrivato alla conclusione che la nostra vera età non è quella anagrafica, ma quella che dimostriamo di avere!

     

    Regolarizzate il ciclo sonno-veglia

    Da una ricerca americana, è risultato che dormire meno di quanto richiestoci dal nostro organismo contribuisce a farci invecchiare più in fretta in quanto aggrava le alterazioni fisiologiche che già si riscontrano con l'avanzare dell'età. Aggrava, in particolare, il disequilibrio di parametri ormonali e neurologici (si aggrava la produzione di cortisolo; l'ipotalamo riduce la secrezione dell'ormone TSH che stimola la tiroide; aumentano le alterazioni nella funzione del pancreas; ecc.). Anche secondo Elio Lugaresi, (Università di Bologna), con un ciclo sonno-veglia regolare viceversa, il nostro orologio biologico influisce positivamente sulla produzione ormonale che, come più volte detto, è la protagonista dei nostri singoli atti (lo stato di veglia vede la presenza degli ormoni dello stress adrenalina e cortisolo, che ci fanno sentire stanchi, che calano durante il sonno quando crescono il flusso sanguigno al cervello utile per la salute mentale, l'ormone GH della crescita e la melatonina). E' quindi fondamentale, per la nostra salute, che si ascoltino le esigenze del nostro corpo dettate dall'orologio biologico-genetico orientato con la luce e il buio. Non c'è un tempo normale per dormire. Il sonno è un fenomeno estremamente individuale, dipende dall'età e dalle caratteristiche psicologiche: a 40 anni si dorme in media 7 ore, a 50 si dorme in media per 6 ore; la persona estroversa, energica, ambiziosa dorme poco mentre il soggetto ansioso, creativo, un pò nevrotico dorme di più!

     

    Il controllo soggettivo 

     

    Liberatevi dai condizionamenti patogeni che occupano il cervello

    Sono condizionamenti patogeni quelli derivanti da residui di comportamenti animali, quelli inculcateci dalla nostra cultura, quelli trasmessici durante l'infanzia, quando l'intelligenza era embrionale, quelli dovuti a un vissuto molto doloroso che non si ritenne possibile o opportuno manifestare, ecc. (per una loro eliminazione sono in genere necessari una forte motivazione e un aiuto esterno di un terapeuta psicofisioanalista perché il cervello del soggetto che ne è affetto, alla ricostruzione del quadro completo della volta in cui si è verificata la paura, che poi fu spostata su qualcosa altro, mette in moto tutto un meccanismo di fuga: mal di pancia, influenza, ecc.).

     

    Psicoanalista e psicoterapeuta vanno vissuti a tutti gli effetti come medici giusti per curare la mente!

    I più comuni sono:

    - sensi di colpa allo stato latente, che spesso costituiscono una delle principali cause di emergenza (è durante l'infanzia che in genere compare, vero e proprio collante dell'addestramento del bambino: dato dai rimproveri che crescono man mano che cresce e che il bambino fisserà nella memoria come fatto di non essere bravo, giudizioso, ecc.). Smettere di vedere pagliuzze nell'occhio del vicino cercando di vedere le enormi travi nel proprio; saper accettare la propria imperfezione come un dono del cielo e non come una tara; utilizzare dei momenti di meditazione per passare in rassegna l'insieme delle proprie relazioni famigliari, professionali e di amicizia per tentare di scoprire tutti i sensi di colpa che nascondono (poi autoassolversi!);

    - tabù da cui prendere le distanze, riflettendoci sopra, capendo come e in che misura ha potuto condizionare la vita e il pensiero fin dall'infanzia;

    - drammatizzazioni (sono enfatizzazioni della realtà, che hanno fatto nascere o rafforzare appunto una emozione, come paura, o collera o depressione, usate per farci andare in una direzione voluta).

     

    Rafforzate il carattere

    Rafforzare il proprio carattere, ovvero la propria intelligenza emotiva, la propria capacità di resistenza a eventi della vita negativi, per minimizzare gli effetti negativi di eventuali geni di infelicità presenti nella chimica del proprio cervello.

    L'intelligenza emotiva, ai fini del raggiungimento della felicità, è più importante di quella razionale immodificabile misurata con l'IQ!

    Ciò potrà essere ottenuto regolando i propri sentimenti e impedendo che l'emozione prenda il sopravvento sulla capacità di pensare cambiando comportamenti abituali e modi di vivere errati mediante l'applicazione di opportune tecniche dipendenti dai vari tipi di persone. Esse sono:

    - il rilassamento e la concentrazione è una tecnica particolarmente adatta per soggetti impazienti o pessimisti. Essa prevede: la respirazione lenta e rilassata, il rilassamento consapevole dei muscoli e la concentrazione deliberata della mente su un unico tema preciso in modo che i pensieri negativi, le sensazioni e le emozioni inquietanti si calmino. Questa tecnica regala inoltre all'organismo endorfine o ormoni del piacere che conferiscono sensazioni di benessere e resistenza al dolore, un dolce massaggio per gli organi addominali, che migliorano la loro efficienza, mentre il cuore pulsa più lentamente e la pressione arteriosa si abbassa: mettetevi comodi sdraiati sulla schiena; prendete coscienza dei suoni della stanza e di quelli lontani; inspirate l'aria che dovrà prima andare a dilatare l'addome per poi passare a riempire, lentamente e progressivamente, il torace, poi, altrettanto lentamente espirare; concentrate la mente su una parola, una immagine, una frase, anche molto semplice (mantra, una preghiera, ecc.) o una proposizione positiva, per esempio, che sia l'espressione sintetica e precisa di obiettivi che volete raggiungere; rallentate volutamente la respirazione; ........;

    - la visualizzazione consiste nell'immaginare se stessi come si vorrebbe essere: immaginare la propria vittoria, immaginarsi magri, immaginarsi guariti, ...... 

    Si va affermando l'opinione che "pensarsi magri" sia indispensabile per ridurre il peso eccessivo e mantenere quello ideale!

    - la rivalutazione delle qualità personali. Date fiducia alle vostre doti, alle vostre capacità di analisi e di azione, alla vostra capacità di affrontare le difficoltà e il destino che vi è dato autocongratulandovi per ogni successo. Questo atteggiamento porta ad una serenità che facilita l'azione e la riflessione intelligente. Mette in condizione di sfruttare al meglio le proprie capacità personali. 

    Perdere fiducia in se stessi porta un giovane a commettere sciocchezze, un vecchio a ripiegarsi su se stesso!

    Per la legge di Pareto, se si aumenta anche solo del 10% la fiducia in sé, spesso si raddoppia la sua efficacia!

    I messaggi di sfiducia, che colpiscono i sentimenti, le speranze, le legittime aspirazioni, che tolgono ogni motivazione, che rovinano i rapporti interpersonali, ecc., sono spesso ingigantiti per speculazione politica o di altra natura!

    - la cura della comunicazione e dei rapporti umani.

    Per imparare a comunicare in modo efficace occorrono: la conoscenza di sé e l'autoaffermazione!

    Curare la comunicazione è sopratutto utile per soggetti solitari il rimedio per stabilire rapporti personali più gratificanti biologicamente necessari perché facenti parte del patrimonio genetico. Date spazio all'uomo biologico che è in voi, progettato per vivere con gli altri, a stare con gli altri, a corteggiare e a farsi corteggiare.

    Gli uomini sono per natura creature politiche e sociali e non individui solitari ed egocentrici, per cui, per la maggior parte di loro, l'isolamento produce sintomi patologici di angoscia, un ripiegamento su se stessi, tristezza, frustrazioni e turbe psicologiche!

    Fate vivere i bambini in un ambiente socializzante. La necessità di fare pettegolezzi sugli altri, al fine di valutarli e le esigenze cognitive del corteggiamento stimolano l'intelligenza, il linguaggio e l'abilità linguistica e sviluppano il neocortex. In altre parole, più sarà ricco l'ambiente esterno e più il cervello avrà connessioni neurali e diventerà più intelligente!

    Una buona comunicazione dovrà essere ne aggressiva ne passiva che fa stare zitti e ribollire dentro, ma capace di rivelare chi siamo e cosa vogliamo, restando tuttavia sensibili ai sentimenti e alla situazione dell'interlocutore, per poter ottenere rapporti soddisfacenti, evitando sensi di incertezza, inadeguatezza e mancanza di controllo per paura dell'interlocutore o per timore di perdere il controllo della situazione o comportamenti autolesionistici (rifiutare di combattere, schivare il confronto, rifiutare di prendere partito, non dichiarare mai apertamente che disapprova o rifiuta il comportamento dell'interlocutore, accumulare risentimento, ecc.). Sono utili conoscere tecniche di comunicazione assertiva, tecniche del messaggio, tecniche di comunicazione a due vie, tecniche vocali non verbali, tecniche corporee, ecc..


     

     

    Sigillo rappresentante i cinque ministeri cristiani (ideazione e realizzazione grafica: Dino Cosenza)


    Un grande amore per la Sacra Bibbia

     

    Per privilegiare la conoscenza di Dio

     

    Che si è rivelato perfettamente in

    Gesù Cristo


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    The Synagogue, Church of All Nations Website - Prophet T.B. Joshua

     

     

    Ultimo aggiornamento: 02-03-10

     


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    Mercoledì 10 Febbraio 2010 - 19:05.02